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Dal WordPress al full custom

22-07-2026 · Case History · Siti Web

C’è un momento, nella vita di un consulente IT, in cui ti rendi conto che la soluzione che usi per il tuo stesso sito sta diventando più pesante dei problemi che risolve. Per me quel momento è arrivato a luglio, ed è finito con un sito nuovo di zecca, scritto in PHP puro, senza database, senza framework e con una velocità che WordPress si sogna.

Questa è la storia di TheJackPC 4.0.

L’eredità WordPress

Fino al 2026, thejackpc.com viaggiava su WordPress. Il classico setup: tema custom, una manciata di plugin (SEO, cache, form, backup...), database MySQL e aggiornamenti continui. Funzionava, ma con il tempo ho iniziato a sentire il peso di:

  • Aggiornamenti di sicurezza da applicare quasi ogni settimana.
  • Un database da manutenere, anche solo per salvare 7 pagine di servizi e un blog di 23 articoli.
  • Plugin che facevano cose utili... ma che non sapevo come sarebbero evoluti negli anni.
  • Un’interfaccia di amministrazione che per me, consulente IT, era potente ma anche ingombrante.

Non faceva più per me.

L’idea: tornare alle basi

Volevo un sito:

  • Veloce — zero database, zero query.
  • Sicuro — niente plugin di terze parti, niente attacchi SQL injection.
  • Semplicissimo da mantenere — modifiche chirurgiche, non ingegnerizzate.
  • Bilingue (IT/EN), perché molti clienti arrivano da fuori Italia.
  • Con gli URL originali preservati — per non perdere il posizionamento SEO.
  • Con un pannello di amministrazione, ma essenziale e senza fronzoli.

Così ho fatto l’unica cosa sensata per un consulente IT: ho spento WordPress e ho scritto tutto da zero in PHP puro, con solo il necessario.

L’architettura del nuovo sito

Il risultato è un sito costruito come un’applicazione minimalista:

  • Ogni pagina è una cartella con il suo index.php. Niente routing complesso, niente riscritture URL strane.
  • Le pagine inglesi vivono in /en/ e sono gemelle automatiche delle italiane.
  • Il blog è un semplice indice in un file — più di 20 articoli, zero query.
  • Prezzi, recensioni e banner ferie si modificano dal pannello.
  • I form (contatti, preventivi, noleggio) usano sistemi di sicurezza a più livelli — niente spam, niente falle.

Il tutto è ospitato su un normale hosting condiviso, e funziona che è una meraviglia.

La migrazione passo passo

1. Mappatura degli URL

Prima di toccare qualsiasi cosa, ho mappato tutti gli URL WordPress originali. Ho deciso di preservarli al 100% perché il sito aveva già una buona reputazione su Google, non volevo gestire redirect 301, e i link esterni (blog, social, partner) dovevano restare funzionanti. Ogni articolo è diventato una cartella con lo stesso indirizzo di prima.

2. Estrazione dei contenuti

Ho esportato manualmente (sì, manualmente) i contenuti di ogni pagina e articolo: testi ripuliti dagli shortcode WordPress, immagini rimaste sul server come archivio media, categorie del blog mantenute.

3. Scrittura del motore PHP

Ho scritto un insieme di funzioni semplici e riutilizzabili: generazione degli URL, escape HTML sicuro, verifica delle email con formato e record MX del dominio, invio via SMTP con log in caso di fallimento. Niente framework. Niente ORM. Solo PHP puro, che fa quello che deve fare.

4. Il sistema bilingue

Ogni pagina italiana ha la sua gemella in /en/: stessa struttura, stesse logiche di gestione. I form inglesi parlano con gli stessi gestori italiani, che rispondono nella lingua giusta.

5. Il pannello di amministrazione

Ho scritto un pannello leggero e protetto che permette di modificare prezzi e listini, pubblicare ed eliminare articoli del blog, gestire le recensioni, accendere e spegnere il banner ferie, scaricare backup cifrati e persino eseguire un collaudo automatico dell’intero sito.

6. SEO e sitemap

Ogni pagina ha meta title e description personalizzate nelle due lingue, tag hreflang automatici (x-default compreso), dati strutturati JSON-LD per la home e per gli articoli. La sitemap XML si rigenera da sola a ogni pubblicazione.

Il risultato: numeri e sensazioni

  • Tempo di caricamento medio: da circa 1,2 secondi a circa 180 millisecondi, senza cache.
  • 74 URL indicizzati, tutti preservati.
  • Zero query SQL per pagina.
  • Zero aggiornamenti di sicurezza automatici (ma controllo manuale ogni 15 giorni).
  • Manutenibilità: cambiare un prezzo oggi significa 2 click, non 5 passaggi in un CMS.

Lezioni imparate

  • WordPress è potente, ma non sempre necessario. Se hai un sito vetrina con contenuti statici e un blog, PHP puro è più che sufficiente.
  • La semplicità è sicurezza. Meno codice, meno attacchi.
  • Gli URL sono preziosi. Preservarli ha salvato il posizionamento SEO e ha reso la migrazione indolore.
  • Un buon pannello su misura vale 100 plugin. Serve solo sapere cosa serve davvero.

Vuoi saperne di più?

Se sei un consulente, un’azienda o un professionista che sta valutando di liberarsi da WordPress o da altri CMS, posso aiutarti a fare lo stesso. Non serve un database, non serve un framework: basta un’analisi attenta delle tue esigenze e un po’ di PHP ben scritto.

Parliamo della tua migrazione davanti ad un

Caffè?

La home del nuovo sito TheJackPC

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